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	<title>Travelgum il Blog di viaggio Sara Paolucci. E ancora, ricette, letture e sciapità</title>
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	<description>Il Blog di Sara Paolucci: viaggi, ricette, letture e sciapità</description>
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		<title>Malta. Terzo giorno. St. Julians, Paceville e cartoline</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 12:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di Viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Malta]]></category>

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		<description><![CDATA[Il terzo giorno, dopo la colazione fatta spingendoci verso nord, senza avere nulla in programma, decidiamo di passeggiare un po’ per negozi addentrandoci verso l’interno di Sliema per arrivare poi a St. Julian. Incontriamo un piccolo parco affacciato sul mare, dove l’acqua batte insistentemente su un lastricato di scogli, là dove noi di qui ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il terzo giorno, dopo la colazione fatta spingendoci verso nord, senza avere nulla in programma, decidiamo di passeggiare un po’ per negozi addentrandoci verso l’interno di Sliema per arrivare poi a <strong>St. Julian</strong>.<br />
Incontriamo un piccolo parco affacciato sul mare, dove l’acqua batte insistentemente su un lastricato di scogli, là dove noi di qui ci aspetteremmo di trovare la spiaggia.</p>
<p><a href="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/20130429_110232.jpg"><img class="alignnone  wp-image-3776" style="border: 1px solid black;" title="Sliema" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/20130429_110232.jpg" alt="" width="550" /></a></p>
<p><span id="more-3766"></span>Indulgiamo a lungo su di una panchina e giochiamo per un po’ con gli attrezzi e le giostre del parco, messi lì per i bambini e a supporto di chi dedica a questo tratto di lungomare la sua corsetta giornaliera.</p>
<p>Dell’essere in vacanza ho già illustrato gli aspetti salienti – e ne illustrerò altri – ma dell’essere turisti proprio, sono emblematiche certe <strong>fotografie</strong> scattate a questo modo.<br />
Con la meraviglia e il riso di un bambino, alla benamata età di quasi trent’anni.</p>
<p><img title="Sara Paolucci Malta" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/13673295428012.jpg" alt="" width="260" /> <img style="border: 1px solid black;" title="Cartolina Malta" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/1369309681092-300x300.jpg" alt="" width="260" height="260" /></p>
<p>Passeggiamo, camminiamo e passeggiamo ancora, sotto il <strong>sole caldo</strong>, con i capelli spettinati dalla solita aria fresca che caratterizza certe isole.<br />
Un <strong>vento</strong> instancabile che quasi ti sfinisce, se non fosse che quando smette di soffiare l’afa inizia a farla da padrona tagliandoti le gambe e togliendoti il respiro.</p>
<p><strong>Spinola Bay</strong> è una delle mille rientranze che l’acqua scava verso l’isola. Un’insenatura senza sabbia, dove le <strong>meduse</strong> galeggiano nell<strong>&#8216;acqua trasparente</strong>, fluttuando come piccoli oggetti non identificati, incastonati sul fondale di sassi grossi e spessi.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Spinola Bay" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/20130429_121746.jpg" alt="" width="550" height="413" /></p>
<p>Infiniti ristoranti con invitanti <em>dehors</em> e colorate terrazze ti invogliano a mangiare ad ogni ora. Ognuno col suo nome attraente – e spesso italianeggiante – ognuno col suo perché, al punto che vorresti dare una chance a tutti, senza lasciarne neanche uno.</p>
<p>Ci spingiamo fino a<strong> St. Julian Bay</strong>, dove finalmente si delinea una piccola spiaggia dall’aspetto un po’ familiare.<br />
La sabbia grossolana con l’acqua limpida.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="St. Julians Bay" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/20130429_130216.jpg" alt="" width="550" height="413" /></p>
<p>Uno sguardo e proseguiamo, risalendo verso l’interno. Risalendo verso il paese dei balocchi.<br />
<strong>Paceville</strong> è quel chilometro quadrato di Malta che attira ogni estate decine di migliaia di turisti adolescenti in cerca di divertimento e trasgressione.<br />
Il Marano riccionese elevato all’ennesima potenza. Una piccola scacchiera di stradine su cui si addossano locali, ristoranti, fast food, negozi, night club, discoteche e tutto ciò che possa essere ritenuto interessante da giovani instancabili ragazzetti in cerca di divertimento.</p>
<p>Per noi che siamo decisamente fuori target, il posto ha un ché di squallido, non essendo ancora stato ripulito dai <strong>bagordi</strong> della sera prima, ed essendo la clientela principale tutta a letto a recuperare le energie o in qualche scuola di lingua inglese a tentare di tenere gli occhi aperti.<br />
In questo piccolo e deserto luna pack a cielo aperto cerchiamo un posto per mangiare, affidandoci a ciò che troviamo di più autentico e verace: un hotel-salagiochi-ristrante specializzato in cucina italiana, sushi, hamburger e fish and chips.<br />
Finiremo a stento il nostro hamburger gigante e rientreremo in hotel, stremati dal <strong><em>junk food</em> </strong>e dal caldo, e concluderemo molto presto la giornata a causa di due linee di febbre segnalate dal termometro sotto il braccio del povero Marco.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Malta. Secondo Giorno. Da Marsaxlokk a Golden Bay</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 13:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di Viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Malta]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica è giorno di mercato a Marsaxlokk, piccolo villaggio di pescatori nel sud dell’isola dove i luzzu, le barchette colorate con occhi dipinti per buon auspicio, popolano il porticciolo che si affaccia su Marsaxlokk Bay. Purtroppo il mercato non ci sarà, per la festa del paese che attira tutte le attenzioni dei locali, mentre la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Domenica</strong> è giorno di <strong>mercato</strong> a <strong>Marsaxlokk</strong>, piccolo villaggio di pescatori nel sud dell’isola dove i <strong><em>luzzu</em></strong>, le barchette colorate con occhi dipinti per buon auspicio, popolano il porticciolo che si affaccia su <em>Marsaxlokk Bay</em>.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Barche pescatori Marsaxlokk" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_9130-1024x682.jpg" alt="" width="550" height="366" /><span id="more-3727"></span></p>
<p>Purtroppo il mercato non ci sarà, per la festa del paese che attira tutte le attenzioni dei locali, mentre la <strong>banda</strong> e un incomprensibile discorso in lingua maltese, attirerà tutte le attenzioni di turisti delusi che non sanno che fotografare.<br />
La <strong>piazzetta è graziosa</strong>, del solito color crema che ormai è nel nostro immaginario il colore dell’isola.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Marsaxlokk centro" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_9124-1024x682.jpg" alt="" width="550" /></p>
<p>I <em>luzzu</em> dondolano sotto un bel <strong>sole</strong> che troppo caldo non è, per l’aria fresca che viene dal mare.<br />
<strong>Ristorantini</strong> e bar hanno da offrire tutto quello che un turista possa desiderare. Ma è la confusione che non amiamo, le troppe macchine fotografiche e gli spintoni.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Marsaxlokk, Malta" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_9139-1024x682.jpg" alt="" width="550" /></p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Pescatore, Marsaxlokk" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_9132-1024x682.jpg" alt="" width="550" /></p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Marsaxlokk" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_9146-1024x682.jpg" alt="" width="550" /></p>
<p>Così scappiamo a gambe levate per andare dalla parte opposta dell’isola, da Sud Est a Nord Ovest, in vista della seconda serata dell’<strong>International Firework Festival</strong>, che si terrà presso la popolare <strong>Golden Bay</strong>.</p>
<p>Ora, quando si pensa agli <strong>autobus</strong> di Malta, bisogna immaginare tram piuttosto moderni, tali e quali ai nostri. Organizzati con estrema funzionalità, una <strong>logistica</strong> precisa ed efficiente.<br />
Ecco, Malta dispone di numerosissime linee di autotrasporti di questi tipo, che guidano però come fossero nella più frenetica metropoli del Sud Est asiatico, o come avviene in certe <strong>città del sud</strong> dove ogni segnale stradale funge più da ornamento urbano che da effettiva regolamentazione del traffico.<br />
Gli autisti, pur conoscendo alla perfezione – io credo &#8211; le fermate disposte sulle linee dei bus, non conoscono invece il concetto di rallentamento prima dell’effettiva sosta. Preferiscono piuttosto, per non so quale curioso motivo, <strong>inchiodare</strong> all’ultimo secondo, con conseguenti cadute o quasi cadute dei passeggeri.<br />
Ogni volta allora è un alzarsi di <strong>voci</strong>, come per una <strong>variopinta babele</strong>, che <strong>imprecano</strong> in tutte le lingue presenti : <em>fuck, merd, </em>e<em> li mortacci tua</em>. Tutti d’accordo, come raramente accade, tra inglesi, francesi, italiani e altre popolazioni del mondo.</p>
<p>Attraverso un viaggio di questo tipo, che attraversando l’isola intera effettua tutte le fermate possibili che un regionale di Trenitalia gli farebbe un baffo, arriviamo a <strong>Golden Bay</strong>, una <strong>piccola mezzaluna di sabbia</strong> color terra di Siena, fiancheggiata da una ripida scogliera.<br />
Un’<strong>acqua tanto azzurra</strong> e così limpida che noi, gente del mare di Romagna, possiamo godere solo se in vacanza. E sufficientemente lontani da casa.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Golden Bay, Malta" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_9150-1024x682.jpg" alt="" width="550" /></p>
<p>Il primo <strong>mare</strong> della stagione, il primo mare dell’estate duemilatredici. Un colore splendido che invoglia a tuffarsi, se non fosse per la temperatura che a mio avviso sfiora<strong> </strong>malapena la decina di gradi.<br />
Non resta dunque che una cosa da fare. Una delle cose più straordinarie possibili in tempo di ferie: <strong>dormire</strong>.<br />
Dormire di <strong>giorno</strong>, dormire di <strong>pomeriggio</strong>, dormire <strong>quando ti va</strong> e a volte, anche se non ti va, quasi sforzandoti, giusto per godere del riposo.<br />
Ci addormentiamo così, su un <strong>brandello di asciugamano</strong> che malapena basta a tenere la faccia al riparo dalla sabbia, sotto un sole che picchia come picchia il grill del forno quando brustolisci le patate.<br />
Ci addormentiamo così, <strong>panati di sabbia</strong> come due spiedini di calamari e gamberetti, morti e beati, rischiando un’insolazione già il secondo giorno di ferie.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Golden Bay" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/20130428_162858-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" align="right" />La seconda cosa straordinaria dell’essere in ferie è <strong>bere birra gelata</strong> sotto il sole, a tutte le ore, quando ti va.<br />
Così al risveglio, mangiando una macedonia di frutta fresca, aperitivo con una <strong>Cisk</strong> gelata mentre il mio <strong>uomo di mare</strong>, che difficilmente resiste al richiamo della salsedine, si tuffa senza paura nelle più fredde acque in cui io abbia mai provato ad intingere un alluce.</p>
<p>Al di là della spiaggia e del mare, a Golden Bay una splendida <strong>scogliera</strong> si affaccia sulla baia.<br />
Una bellissima passeggiata sconsigliata in giornate ventose come questa a chi soffre di vertigini, offre la possibilità di spingersi fino <strong>Gain Tuffieha Bay</strong>, riservata e tranquilla, con un’acqua ancora più limpida, macchiata solo di chissà quale flora marina che disegna forme di pesci e fa sorridere chi la osserva dall’alto.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Gain Tuffieha Bay" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/20130428_174448.jpg" alt="" width="816" height="550" /></p>
<p>Una <strong>torre di guardia</strong> funge da vedetta. Impettita ma non troppo autorevole, ammorbidita dalla presenza di due giovani innamorati che si scambiano effusioni e si baciano di fronte al panorama. Per immortalare l’immagine innanzi a loro, forse, oppure più probabilmente quella del loro <strong>paesaggio interiore</strong>.</p>
<p>La terza cosa straordinaria dell’essere in vacanza, che forse per molti potrebbe essere unita al bere birra gelata ad ogni ora, ma a mio avviso è concettualmente differente, è il <strong>mangiare</strong>.<br />
Mangiare <strong>bene</strong>, mangiare <strong>con calma</strong>, mangiare <strong>gustoso</strong>, mangiare <strong>indipendentemente dall’ora</strong>, quando ti va – come il dormire -.<br />
Scegliamo dunque, sulla base di queste considerazioni semifilosofiche &#8211; che hanno luogo per lo più soltanto nella mia testa -, il ristorante più carino della baia, con una terrazza tranquilla che si affaccia sul mare e che lascia trasparire un ché di tranquillo e ricercato.</p>
<p>Dopo una cena tranquilla e gustosa, con un buon bicchiere di vino bianco maltese, torniamo in <strong>spiaggia</strong> dove imperversano con la stessa esuberanza un <strong>vento freddo</strong> che viene dal mare e la <strong>voglia di fare baldoria</strong>. Orde di giovani che incuranti del freddo, arrivano muniti di barbecue, chips, sacchi a pelo, asciugamani, bottiglie di vino, bottiglie di birra, chili e chili di tabacco e tutto un armamento da professionisti per trascorrere la notte in spiaggia.<br />
Noi ci mettiamo invece addosso tutto il possibile, jeans, felpe, giubbotti e cappuccio sulla testa per ripararci dal vento.</p>
<p>Ci arrampichiamo su un muretto per vedere al meglio lo spettacolo pirotecnico, che inizierà un po’ in ritardo e finirà nell’arco di una mezz’ora.<br />
Il problema arriva quando lo spettacolo finisce, e noi ci rendiamo conto che pur essendo appollaiati sopra la fermata del <strong>bus</strong> sono praticamente due ore che di mezzi non ne passano.<br />
Ci saranno duemila persone, in una località balneare che ne vede a mio avviso, non più di qualche centinaio nei periodi di alta stagione.<br />
L’illuminazione pubblica – al di fuori di quella dei chioschi dove i ragazzi si accalcano per rimpinzare le provviste - è praticamente inesistente.<br />
Ci spingiamo, lungo una via di campagna <strong>buia</strong>, verso la strada principale da cui siamo arrivati nel primo pomeriggio.<br />
In questo piazzale ci saranno almeno altre trecento persone che come noi stanno aspettando al freddo degli autobus che non sembrano arrivare.<br />
I poliziotti, presenti, gentili ed efficienti, rassicurano tutti dicendo che <em>are coming</em> ma stanno tardando a causa del traffico.<br />
Dopo quasi un’ora d’attesa ecco i primi bus che arrivano, uno dietro l’altro, e caricano<strong> sardine kamikaze</strong> che si accalcano senza l’ombra di un qualsivoglia spirito di autoconservazione.</p>
<p>Aspetteremo ancora un po’ per fare il nostro viaggio meno accalcati, trovare i nostri posti seduti – che poi cederemo (Marco) ad un signore più anziano – ed arrivare a <strong>Valletta</strong> dopo la mezzanotte, stremati e infreddoliti, dopo che l’<strong>ultimo bus per Sliema</strong> è già passato da un pezzo.<br />
Forse molti non lo sanno, ma a Malta non esiste Radio Taxi, quindi se mai ci si trova ad aver bisogno di un tassì è necessario essere fortunati e ritrovarsene uno innanzi oppure domandare in hotel.</p>
<p>Il nostro essere italiani e il trovarci in una sorta di <strong>propaggine del nostro più profondo sud</strong>, ci porta a spingerci verso la strada principale in cerca di un qualche <strong>tassista abusivo</strong> che cerca di far serata.<br />
Non tarderà in effetti ad arrivare, con una piccola e sporca utilitaria tutta scassata, inchiodando e caricandoci a bordo, nel bel bezzo di una <strong>rotonda imboccata contro mano</strong>.</p>
<p><em>Taxi? Seven iuros</em>. Senza manco preoccuparsi di dove dobbiamo andare, probabilmente il budget che si è dato per la sua serata. Tra l’altro l’unico maltese che non parla una parola di inglese, ma che conosce per fortuna almeno il nome del nostro hotel.<br />
Arriviamo <strong>sani</strong>, <strong>salvi</strong> e <strong>stremati</strong> a destinazione. Mi spiace per i lettori, ma nessuna <a title="Viaggio sleeping bus Vietnam" href="http://www.travelgum.it/racconti-di-viaggio/pericoli-in-vietnam/">terrificante esperienza</a> simil Vietnam verrà narrata durante questa vacanza. <img src='http://www.travelgum.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Buonanotte.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Malta. Primo giorno. Il lusso di avere tempo in abbondanza.</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 13:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di Viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Malta]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni viaggio è senz’altro influenzato dall’esperienza degli anni precedenti, dalla raccolta di ricordi di luoghi già visti, già letti, già sognati in precedenza. Anche a Malta si ritrovano i tratti di molte viste già vissute: le ripide salite con i panni stesi alle finestre, tipiche di Lisbona, i colori chiari e assolati della Sicilia, isola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni <strong>viaggio</strong> è senz’altro influenzato dall’esperienza degli anni precedenti, dalla <strong>raccolta di ricordi</strong> di luoghi già visti, già letti, già sognati in precedenza.</p>
<p>Anche a <strong>Malta</strong> si ritrovano i tratti di molte viste già vissute: le ripide salite con i panni stesi alle finestre, tipiche di Lisbona, i colori chiari e assolati della Sicilia, isola vicina, della quale i nobili maltesi richiedevano di ritrarre l’Etna, nei dipinti di famiglia, per dimostrare potere e larghe vedute.<span id="more-3685"></span><br />
Ma ci sono<strong> tratti somatici</strong> particolari che non lasciano equivocare, e contraddistinguono quest’isola rendendola unica, più che rara.<br />
L&#8217;efficienza dei servizi, per esempio, come quelli del paese più moderno, mentre poi nelle vie più periferiche della capitale, i muri si sgretolano e gli angoli vengono atti a piccole discariche.<br />
I <strong>suoni arabeggianti</strong>, nella lingua maltese, che raschiano vibrazioni tra il pauroso e il comico, e si mischiano a uno stretto dialetto del sud Italia, con idiomi francesi, spagnoli e inglesi.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Valletta, Malta" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_8938-1024x682.jpg" alt="" width="550" height="366" /></p>
<p>Il lungomare di Sliema è un <strong>lungomare</strong> riminese, allo stesso modo poco illuminato, allo stesso modo pieno di locali tailor made per Il Turista – italiani e inglesi si spartiscono le attenzioni al cinquanta e cinquanta -.<br />
Ma se si ha voglia di cercare si possono scoprire aspetti più discreti, meno scenografici, e senza dubbio più autentici, di questa piccola isola.<br />
Arrivando a <strong>Valletta</strong>, per esempio, attraversando il cantiere firmato Renzo Piano che sta riqualificando Freedom Square, e spingendosi nella brulicante Republic Street, è sufficiente imboccare una via traversa per scendere verso zone meno battute, più silenziose, e fare <strong>colazione</strong> in un tipico bar maltese dove persone del posto sorseggiano il loro cappuccino e magari mangiano ravioli alle dieci di mattina.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Bar tipici Valletta, Malta" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_8927-300x200.jpg" alt="" width="258" height="167" /> <img style="border: 1px solid black;" title="Bar tipici Valletta, Malta" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_8929-300x200.jpg" alt="" width="258" height="167" /></p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Sara Paolucci Travelgum" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_8926-1024x682.jpg" alt="" width="550" height="366" /></p>
<p>Perdersi e camminare senza una meta precisa è la parte più bella del viaggio, della scoperta di una città, e con Valletta è facile perché lei non si nasconde.<br />
I <strong>bovindi</strong> protesi in avanti, ad ogni finestra, di legno variopinto, tremano sotto il peso degli anni e del <strong>sole cocente</strong>.<br />
Un sole cocente che si può solo intuire, ora, nel colore ocra delle case, di tutte le case e dei palazzi. Il sole cocente dei mesi più caldi.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Valletta, Malta" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_8935-1024x682.jpg" alt="" width="550" /></p>
<p>Per pranzo ci spingiamo verso mare, dalla pare di <strong>Marsamxett Harbour</strong>, per trovare numerosi e pittoreschi ristorantini, tutti molto turistici.<br />
Ci spingiamo più avanti, mai contenti e mai sicuri, cercando sempre il posto più incantevole.<br />
Ci fermiamo in un bel locale dall’aria caraibica, tutt’altro che<em> maltese style</em> – quale sarà poi il <em>maltese style</em>, non lo capiremo mai &#8211; con le palme, i tavolini spartani, le tovagliette in carta.<br />
La <strong>terrazza</strong>, di rimpetto a <strong>Fort Manoel</strong>, immersa in un sole caldo e piacevole.<br />
La birra locale, la <strong>Cisk</strong>, leggera e a poco prezzo, scende che è un piacere, con quella sensazione di sollievo e freschezza che mi fa sentire in vacanza, sempre, quando sorseggio una <strong>birra gelata</strong> sotto un <strong>caldo sole estivo</strong>.</p>
<p>Un piatto maltese per me, con <strong>formaggi</strong> di ogni tipo, <strong>olive</strong> marinate e un gustoso paté al sapore delicato di aglio e spezie.<br />
Un <strong><em>octopus stew</em></strong> per Marco, ovvero polipo stufato nel vino rosso, semplicemente delizioso.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="cucina maltese" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/maltese-300x224.jpg" alt="" width="257" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-3717" style="border: 1px solid black;" title="cucina maltese" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/polipo-300x225.jpg" alt="" width="257" /></p>
<p>Nel pomeriggio ci spostiamo verso l’interno, nell&#8217;antica capitale dell’isola, <strong>Mdina</strong>.<br />
Una<strong> città ideale</strong>, senz’altro lontana dagli stereotipi rinascimentali, ma che lascia intuire un <strong>ordine quasi superiore</strong>.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Centro storico Medina, Malta" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_9034-1024x682.jpg" alt="" width="550" /></p>
<p>Il <strong>silenzio. </strong>L’acciottolato pulito delle strade, il colore chiaro delle case e dei palazzi che si ripete anche nei balconi, rigorosamente fedeli alla tonalità del tutto.<br />
Mdina ha un <strong>fascino</strong> così <strong>esotico</strong> che potrebbe essere scambiata per un set cinematografico, se non fosse per i gruppi di turisti che si ritrovano dietro un angolo passeggiando e curiosando qua e là.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una <strong>torta</strong> e un <strong><em>irish coffe</em></strong> nel locale più conosciuto della cittadella, dalla cui terrazza si scorge, senza esagerare, quasi metà della piccola isola che è Malta.<br />
Uno sguardo verso familiari <strong>campi verdi coltivati</strong> che si uniscono ad un profilo urbano che ricorda le città antiche del Marocco.<br />
Profili esotici e fascinosi, dai quali spicca con ripetuta irregolarità, una cupola o un campanile.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Particolare, Medina, Malta" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_90631-1024x682.jpg" alt="" width="550" height="366" /></p>
<p>Quando si ha tempo in abbondanza ci si può permettere anche di <strong>improvvisare</strong>, e di affidarsi all’intuito piuttosto che rimanere fedeli ad una classica guida.<br />
Se fosse stato per il nostro libretto, saremmo rientrati senza dare troppa importanza a <strong>Rabat</strong>, ma nei minuti di attesa dell’autobus decidiamo di immergerci in un’altra splendida realtà.<br />
Rabat è il normale proseguimento di Mdina, solo fuori dalle mura, solo<strong> meno protagonista</strong>.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Rabat, Malta" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_9107-1024x682.jpg" alt="" width="550" height="366" /></p>
<p><strong>Bella da morire</strong>, <strong>elegante da incantare</strong>, ma <strong>vera</strong> e <strong>brulicante</strong> come una piccola e vivace cittadella di noialtri.<br />
Piccoli baretti gestiti da altrettanto piccoli omini anziani, con qualche sedia fuori e un vaso di fiori colorati. Mi ricordano alcune cittadine emiliane, dove il bar è ancora fulcro del quartiere e c’è sempre qualcuno con una storia da raccontare.<br />
Anche qui i muri sono perfettamente lisci e chiari, con l’unica differenza che le macchine e le voci per la strada rendono Rabat meno turistica e più veritiera.<br />
Qualche <strong>stendardo colorato</strong> fuori dalla chiesa fa pensare ad una festa religiosa, mentre cattolici ben vestiti escono dalla messa del sabato e si fermano a chiacchierare sul sagrato.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="Rabat, Malta" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_9095-1024x682.jpg" alt="" width="550" height="366" /></p>
<p>Una chiesa quasi dietro ad ogni angolo, un elegante portone che ti invoglia a fotografarlo, un grazioso ristorante o un invitante <em>dehor</em> che ti chiama per l’aperitivo.<br />
<strong>Rabat ci ha stregati</strong>, ma l’ultimo autobus sta per partire e di corsa torniamo fuori delle mura dell’antica <em>Melite</em>.</p>
<p>Avere tempo in abbondanza ti concede il lusso di dire <em>Torneremo presto. Perché questo luogo ha ancora qualcosa da dirci</em>.</p>
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		<title>Periodo di addii</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 05:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Periodo di addii. Non particolarmente violenti né dolorosi, ma anche per una millantatrice del cambiamento evolutivo come me, una separazione è sempre e comunque penosa. Un riflesso incondizionato, che anche il subconscio più istruito non può superare senza perdere un poco di stabilità. Una persona che parte, qualsiasi sia la destinazione, scoprirà una nuova strada. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Periodo di addii.<br />
Non particolarmente <strong>violenti</strong> né <strong>dolorosi</strong>, ma anche per una <strong>millantatrice del cambiamento evolutivo</strong> come me, una separazione è sempre e comunque penosa.<br />
<span id="more-3674"></span></p>
<p>Un <strong>riflesso incondizionato</strong>, che anche il subconscio più istruito non può superare senza perdere un poco di stabilità.<br />
Una persona che parte, qualsiasi sia la destinazione, scoprirà una <strong>nuova strada</strong>.<br />
E il vuoto che lascia dovrà per forza essere colmato, volente o nolente il <em>coro </em>che rimarrà in cerchio ad osservare quel buco.<br />
Il piccolo grande <strong>cratere lasciato dalla meteore del Cambiamento</strong>.</p>
<p><img class="alignnone" title="Finestrino treno neve" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/finestrino.jpg" alt="" width="250" /></p>
<p><em>Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volta indietro è adatto ad assaporare una vita piena di doni</em>. (Semicit.)</p>
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		<title>Di fogli bianchi e della mania di non buttare via i ricordi</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 22:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre avuto problemi coi fogli bianchi. Troppo belli da immolare se non hai davvero qualcosa di interessante da dire. Non tanto poi quelli bianchi su uno schermo, quanto i fogli veri, quelli di carta, che tagliano e profumano come mai nessun dispositivo si preoccuperà mai di fare. Ho un cassetto personale, solo mio, dove tengo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre avuto problemi coi <strong>fogli bianchi</strong>.</p>
<p>Troppo belli da immolare se non hai davvero qualcosa di interessante da dire.<br />
Non tanto poi quelli bianchi su uno schermo, quanto i fogli veri, quelli di carta, che <strong>tagliano e profumano</strong> come mai nessun dispositivo si preoccuperà mai di fare.<span id="more-3660"></span></p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="IMG_20130417_091630" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_20130417_091630-300x300.jpg" alt="" width="200" align="right" />Ho un cassetto personale, solo mio, dove tengo <strong>quaderni</strong>, <strong>agende</strong> e <strong>block notes</strong> belli da accecare. A volte li prendo e li guardo, li apro, li annuso.<br />
I loro unici momenti di gloria.</p>
<p>Penso a come sarebbe bello scriverci se solo fossi certa di avere <strong>una storia straordinaria</strong>, oltre ovviamente a riuscire a scrivere diritto e senza sbavature, con la mia migliore calligrafia.<br />
Sono sempre lì, come belle spose immacolate che aspettano un amore da consumare.<br />
Ne accumulerei ancora, e ancora e ancora.</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" title="IMG_20130417_091511" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_20130417_091511-300x300.jpg" alt="" width="250" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-3668" style="border: 1px solid black;" title="IMG_20130417_091403" src="http://www.travelgum.it/wp-content/uploads/IMG_20130417_0914031-300x300.jpg" alt="" width="250" height="250" /></p>
<p>Non ho mai una storia sufficientemente interessante e perfetta.<br />
In realtà non ho mai una storia e basta.<br />
Perché sono una donna senza fantasia, che non sa dire neanche le bugie, figuriamoci inventarsi un racconto avvincente che segua un filo realistico e interessante.</p>
<p>Ho un vagone carico di <strong>ricordi </strong>, invece. Zero storie, solo ricordi e sensazioni.<br />
Fatico sempre a buttarli.<br />
<strong>Parole</strong>, espressioni, sguardi, frasi, citazioni.<br />
Ricordo quasi sempre come ero vestita in una situazione importante.<br />
Ricordo gli <strong>odori</strong>. Ricordo il passato delle persone, perché le ascolto quando me lo raccontano.<br />
Ricordo le facce, le situazioni, la magia di certi momenti.</p>
<p>E poi dimentico tutto ciò che è pratico.<br />
La lista della spesa, quando devo fare una chiamata importante, dove ho messo le chiavi, il cellulare, il giorno in cui il medico non c’è, che oggi è giovedì, i compleanni delle persone nate nei mesi di Giugno e Luglio, il giorno della festa della mamma.<br />
<strong>Dimentico</strong> di fare la borsa della palestra, di mandare quella mail, di rispondere a quel messaggio, di comprare quella cosa, come si chiama la fermata della metro. A che ora è il treno, stampare il biglietto del treno, dove ho messo il biglietto del treno.<br />
Dimentico la data esatta, il codice di avviamento postale, il compleanno del mio migliore amico.</p>
<p>Ricordo però che da bambina, quando andavo al mare con gli zii, eventualmente per ritrovarli dovevo dire che la zona era la numero Quarantacinque. Questo lo ricordavo anche allora, che erano gli anni di mio babbo.<br />
Sono passati ventuno anni, ne avevo otto, un giorno giocavo con una<strong> palla nuova </strong>sulla spiaggia, di quelle che si gonfiano col fiato, leggere.<br />
Volò via e mi sgridarono perché non si gioca a palla quando c&#8217;è <strong>garbino</strong>, che si sa che poi vola via, al largo.<br />
<strong>Francesco</strong>, il cugino più bello che una bambina di dieci anni possa avere, inforcò i remi del moscone e riportò indietro la mia palla sana e salva.<br />
Un’impresa eroica, perché anche se non sapevo cosa fosse il garbino, avevo capito che con le palle come la mia non ci andava per niente d’accordo.</p>
<p>Ricordo che quattordici anni dopo, all’età di ventidue, poco più in là, alla zona Quarantotto, si facevano le feste più belle che una ragazza di ventidue anni possa desiderare.<br />
Musica perfetta, gente perfetta e un’atmosfera perfetta.<br />
Tutto il contrario dell’atmosfera perfetta che generalmente offre Riccione, per questo perfetta.<br />
Si chiacchierava e si stava a piedi nudi nella sabbia. Si ballava, si rideva.<br />
Ricordo che <strong>Marco </strong>aveva una maglia gialla che gli stava da dio, era abbronzato e sciocco. Ricordo <strong>Fabri </strong>che festeggiava i suoi ventiquattro anni troncando una storia andata troppo per le lunghe, e vomitava fuori dal mio finestrino mentre io raccontavo alla <strong>Marghi </strong>che mi ero innamorata.</p>
<p>Ricordo tutti i soprannomi che davamo alle persone, per non farci capire quando parlavamo di loro.<br />
Ricordo l’odore della macchina che avevo, l’odore della macchina che aveva lei, e la puzza di fumo che facevano i vestiti quando tornavamo a casa.</p>
<p>Ricordo quando i <strong>pomeriggi </strong>ci appartenevano, anche se allora non ne avevamo affatto consapevolezza.<br />
Il non avere nulla da fare, annoiarsi, parlare, decidere, fare i nostri orari, esprimere i desideri, realizzare i desideri.<br />
Ricordo non finire i compiti, uscire senza studiare, la priorità che aveva l’amicizia, gli squilli prima di dormire, gli sms, le ricariche da cinque euro.<br />
La sveglia alle sei di mattina e prendere la corriera per andare a <strong>scuola</strong>, in Urbino, che era ancora buio pesto.</p>
<p>Ricordo Urbino imbiancata, alla Fortezza. Arrampicarsi sulla cima di una statua e tuffarsi nella <strong>neve</strong>, immacolata, alta fino in vita.<br />
E poi ricordo la <strong>primavera</strong> alle porte, il verde fuori dalla finestra, il tempo degli addii, le stelle, la festa fuori e le lacrime dentro, chiuse in camera. Elena che rideva, Maria che piangeva, Alenka che rideva e piangeva.<br />
La puzza di quel sudicio e minuscolo frigorifero dove tutte stipavamo il nostro cibo da pochi soldi.<br />
L’ultima volta che ho giocato a <strong>nascondino</strong>, avere lezione il venerdì mattina, e andarci solo perché c’era Linguistica.</p>
<p>La <strong>semiotica</strong>, le categorie, il linguaggio, ritrovare tutto nella vita vera, gli stessi schemi, nelle relazioni, nella forma del nostro pensiero, nella sua struttura.<br />
La <strong>sensazione di scoperta</strong> e il sorriso inebetito, appesa al tram mentre tornavo a casa.</p>
<p>Potrei andare avanti per ore, dico sul serio, li ho tenuti quasi tutti, non riesco a buttarli.<br />
Ma si è fatta una certa.<br />
Buonanotte.</p>
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