Il delta del Mekong e la mia prima pagoda

Il Mekong e uno dei fiumi piu lunghi al mondo, l’undicesimo per l’esattezza, e attraversa ben sei paesi prima di sfociare nel Mare Cinese: Cina, Birmania, Cambogia, Laos, Thailandia e Vietnam.

Delta del Mekong

Eppure qui, sul suo delta nelle provincie di My Tho e Ben Tre non sembra affatto un fiume da Wikipedia. La vita delle persone sembra appartenere ad antiche tradizioni e a tempi passati, scatta verso i giorni nostri con l’arrivo cadenziato dei gruppi di turisti, e poi torna alla normalità.

vietnamese lifestyle sul delta del Mekong

Abbiamo scelto un’escursione organizzata perchè abbiamo poco tempo e non parliamo affatto quello che si possa considerare un buon inglese, dunque unirsi ad un gruppo è la soluzione più comoda.
Oltre alle attrattive per turisti – tipo un pitone da 20 chili lungo 3 metri da mettere sulle spalle per farsi fotografare – siamo riusciti a cogliere anche qualche aspetto più autentico.
Era come trovarsi su di un’isola, anzi, a dire il vero eravamo proprio su un’isola, l’acqua e i piccoli canali erano dappertutto, la vegetazione foltissima e verde. Fiori e frutti mai visti, di colori e forme che un occidentale mai assocerebbe a qualcosa di commestibile.

Ci spostiamo tra un’isoletta e l’altra sulle tipiche barchette in legno che anche le persone che vivono qui usano per muoversi.
Devo anche ritenermi fortunata perche la rematrice appollaiata prua, che sta proprio dietro di me, non è come le altre che non fanno altro che chiedere mance, piuttosto con gentilezza continua a chiamarmi madame tentando di comunicare. Mi ha indica le palme di coconuts da fotografare e la sua casa, dove mi dice che ha due bambini, un maschio di 6 e una femmina di 4 anni.

Vino di serpente sul delta del Mekong in VietnamMarco oggi ha assaggiato il tipico vino di serpente. Io mi immaginavo una bottiglietta di vino con una bisciolina dentro, invece la guida attingeva con una tazzina da the da un barattolo piuttosto grande con dentro una decina di serpenti, in cima un cobra, forse l’unico ma posto in alto per far scena.
Io non l’ho assaggiato, perchè la guida ha detto che in Vietnam le donne non lo bevono e inizialmente era restìo a darlo anche alle straniere, quindi per non urtare la loro tradizione – e anche perchè mi faceva un po’ schifo – ho evitato.

In mattinata abbiamo fatto amicizia con un po’ di persone, in particolare due coppie di canadesi molto molto simpatici.
Rientrati in città abbiamo fatto un giro nella parte nord e siamo andati a visitare la Pagoda dell’Imperatore di Giada.
Era la prima volta che vedevo una pagoda e se devo essere sincera non mi ha colpito granchè. Abituati come siamo al rigore e alla regola che la nostra religione ci impone – e nella vita, e nell’architettura religiosa – ho trovato lo stile della mia prima pagoda un tantino eccentrico. Ma lo dico con rispetto, sia chiaro.
I visitatori erano per la metà turisti che fotografavano qua e là e per la metà fedeli, che invece erano lì per pregare e portare offerte.
Pagoda dell'Imperatore di Giada ad Ho Chi MinhDavvero una fotografia insolita, tutti portavano in offerta bottigliette di Pepsi sull’altare – ma dentro c’era un liquido giallognolo – e fasci di bastoni d’incenso fumanti.
Il gesto di dondolare su e giù con le mani giunte davanti alle loro divinità ha un’aria molto solenne, che contrasta con i colori delle statue quasi kitsch che rappresentano le divinità.
Ad ogni modo dopo poco ci siamo sentiti di troppo e per non disturbare la preghiera di persone che non erano lì per scattare fotografie, ce ne siamo andati.
Uscendo, un piccolo laghetto pieno di tartarughe. La guida dice che questi animali vengono venerati perchè considerati fortunati, ma a vederli cucinati e serviti sui tavoli in strada ci viene qualche dubbio!

Ho Chi Minh City vista dall'alto, al 23simo piano dello Sheraton

Concludiamo la serata con un aperitivo in un posto stupendo: nel bar sul tetto dello Sheraton, al 23mo piano, che offre una vista del centro città davvero incredibile.
La miriade di motorini, da qui, non fa grande rumore e sembra una striscia luminosa molto calda. Fiumi di gente si riversano nel parco e le enormi insegne di Sony, LG e altre grandi marche, per un attimo ti fanno dimenticare di essere in una città sostanzialmente povera.
Come sempre, allontanandosi dall’oggetto osservato, le contraddizioni si fanno più evidenti.




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3 Comments

  1. Ciao esploratori!!
    Dai tuoi resoconti sembra procedere tutto bene..Mi chiedevo se Marco oltre a bere vino e a sanguinare dal naso è riuscito a cogliere altro.. e comunque rincuorati, suo fratello è uguale.
    A proposito mi chiede se puoi notificargli l’ultimo risultato del San Lorenzo Calcio a sette: hanno perso anche ieri sera..
    Attendiamo con trepidazione vostre nuove, a presto Dani e Andre

  2. Ciao Sara, è bellissimo seguire quasi in diretta il vostro viaggio.
    Mi piace il tuo modo di scrivere, a volte mi sembri Sophie Kinsella!
    …..aspetto la prossima puntata, buon proseguimento.
    Sonja

  3. @Dani e Andre: povero Pisu, forse aveva ragione a dire che l’ho descritto male. Lui è sempre qui come, e per fortuna visto che ho sempre la cartina a 2 centimetri dal naso e non mi oriento nemmeno dentro l’hotel.
    Tra l’altro qui in Vietnam tutti lo guardano, leggete nella Parte3!

    @Sonja: ciao So, che complimentone che mi hai fatto! sono felice che ci leggi. Ti abbraccio.

    p.s.spero di poter caricare presto delle foto!

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