Posts by SaraPepper
Black Pirate Tattoo. Il destino non temporeggia
Ci sono cose nella vita che sai che ti aspettano, che prima o poi le farai, che devi solo aspettare il momento giusto.
E questo è il caso del mio tatuaggio.
Bad Chili – Joe R. Lansdale: scurrile, sconsiderato, semplicemente geniale
Ho letto Bad Chili in meno di dodici ore, con in mente la promessa di un amico che durante un aperitivo lo ha raccomandato come se fosse il libro più divertente del secolo.
Beh si sbagliava: Bad Chili non è solo divertente, è coinvolgente, geniale, sorprendente, acuto.
Hap è un uomo onesto con lavori saltuari, sulla quarantina, single da una vita.
Leonard il suo migliore amico, sono come fratelli: un armadio di colore (nero), buttafuori, gay e con l’incazzatura facile.
Stanno tirando al bersaglio contro latte vuote in una radura fuori dal bosco, parlando della crisi di coppia che affligge Leonard, quando uno scoiattolo idrofobo esce indemoniato dal bosco, li carica e finisce per strappare un pezzo del braccio di Hap.
Sarà dopo questo morso rabbioso che inizieranno le avventure/disavventure della coppia.
Teste che saltano, videocassette di furti, stupri e violenze. E ancora torture con filo spinato e scosse elettriche sui gioielli di famiglia, spionaggio e poliziotti corrotti – come in ogni giallo che si rispetti.
Il tutto però condito dalla più piccante volgarità e simpatia mai letta prima.
Questo libro vi farà piangere dal ridere, drizzare i capelli dal disgusto e vi terrà col fiato sospeso.
King Arthur, il re del chili, mafioso con strane perversioni; un’infermiera ninfomane, l’amore; Big Man Mountain, la figura più sadica e inumana che abbiate mai conosciuto: sono solo alcuni dei personaggi che renderanno la storia ancor più gustosa e piccante.
Come un ottimo piatto di chili.
Caprese profumata di mare e oriente
Ecco che finalmente inizio a scrivere su questo Travelgum – che non è soltanto un blog di viaggi – anche qualcuna delle mie ricette.
Dovete sapere che io adoro cucinare, soprattutto per le altre persone.
Lisbona. Terzo giorno. E fu Sant’Antonio
La stanchezza della giornata di ieri ci fa dormire come sassi fino alle otto del mattino, che per me e per i miei orari è come dormire fino alle tre di pomeriggio. Ci alziamo con calma e facciamo colazione da Nicola, una bella pateleria di Rossio dove assaggiamo per la prima volta un pasteis de nata, i deliziosi dolcetti portoghesi in pasta sfoglia, ripieni di crema tiepida ed aromatizzati alla cannella. Così dolci da far venire il diabete e così buoni da far perdere la testa.
Leggi tuttoLisbona. Secondo giorno. E fu Belém e fu la jinjinha
Il nostro secondo giorno a Lisbona per me inizia prestissimo -ovviamente – e così, lasciando che Marco dorma fino ad un’ora decente, mi metto a scrivere sul microscopico terrazzo della nostra stanza seduta su uno sgabello lillipuziano.
La via che di notte è così animata e allagata di gente, ora è vuota e silenziosa. La luce arriva da Rossio e piano piano si fa strada tra le facciate dei palazzi.
A poco a poco Lisbona si sveglia e i camerieri dei ristoranti iniziano a pulire la strada, imbrattata dai bagordi della sera prima.
