Ricomincio da qui

Non è necessario che tu sappia dove stai andando a patto che tu sia sulla tua strada.
Wayne W. Dyer

Che poi cos’è, “qui”, lo devo ancora capire.

Un luogo, un momento, uno stato d’animo, uno spazio tra lo sterno e lo stomaco, dove un meteo piuttosto variabile fa da preludio all’estate.
Dicono gli almanacchi che la luna risorge ogni mese dopo aver lasciato al buio il cielo intero, e che i germogli nascono dalla terra nera, più nera del nero. E chissà come mai è una terra che chiede acqua e sale, che si sa che il cloruro di sodio brucia le ferite e ne amplifica i dolori, ma poi purifica e porta via, come un’abluzione.

“Qui” è una camera sottosopra, specchio di stanze interiori senza porte chiuse, così che entri sempre un po’ di luce e i mostri non presidino gli armadi, e non se ne escano a fare buh! quando tutto sarà passato.
Il caos va osservato, così come il sale degustato con la sua amarezza: a fissarlo a lungo prima o poi ne esce il senso e a quel punto riordinare è più semplice.

“Qui” è un divano, come un abbraccio, che riempie una stanza intera; un filo di stelle, che scaldano anche nelle sere più buie. 

Le piccole cose che sanno ancora, e sempre e per sempre, commuovermi: dei tulipani, il mio gelsomino in vaso, un’alba limpida su quell’orizzonte che un giorno dissi: “che bello sarebbe, svegliarsi con un panorama così”, e purtroppo o per fortuna le cose, quando le dici col cuore, alla fine si avverano.


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Un post condiviso da Sara Paolucci (@sara_pepper) in data:

Ricomincio su invito, su questa pagina bianca, che è sempre uguale e sempre nuova, che già ho abbandonato e ripreso, e poi tradito e amato di nuovo.
Mi hanno chiesto di non smettere ed eccomi qua, che ancora ho da imparare a fare ciò che mi chiede il cuore e non quello che gli altri si aspettano da me.

Ricomincio dalla sveglia col buio per vedere il sorgere del sole, e io con lui; con le radici affondate su un tappeto arancio e le antenne che cercano di zittire il frigolìo; dalle amicizie che sono sempre state lì, pronte a prendermi nel momento in cui sarei caduta; dalle carezze della mamma, che non finiranno mai.

Riparto senza sapere dove andrò, dove è diretta la mia strada; la Vita è generosa e l’Universo aborre il vuoto, per questo basta solo fare spazio, fare silenzio; dentro, fuori, tutto attorno: silenzio e vuoto, per ricevere, per prepararsi ad accogliere.

 




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1 Comment

  1. e qui è un buon posto per lasciarti un messaggio. Per dirti che a volte hai proprio ragione. Bisogna seguire quello che ci dice il cuore. E tante volte mi dico che sarebbe ora di chiamarti e fare una nostra serata birretta che non facciamo da troooppo tempo. Quindi invece di aspettare ancora… la si fa? Io ho millemilioni di cose da raccontare, ma proprio tante. E anche voglia di ascoltare.
    Un abbraccio all’unica blogger che merita di essere seguita perchè adoro il suo modo di scrivere.

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