2021 che va, 2022 che viene

Il capodanno che avevo immaginato è andato a farsi benedire, e dato che mi appresto a festeggiarne uno alternativo, come da tradizione mi fermo a tirare le somme di questo 2021 che sta volgendo al termine.

Un anno pazzesco! in termini di successi, esperienze, dolori, mancanze.

Per ogni persona che ha provato ad asfaltarmi ne ho trovate tante a sostenermi: l’amica migliore che ci sia, in una Relazione che continua crescere con verità, dialogo, scambio e amore; le amicizie nuove, trovate e riscoperte, per la condivisione di una cena, un pomeriggio di lavoro, un week end fuori porta o lunghe chiacchierare fino a notte fonda; chi mi ha aperto la sua casa, chi mi ha aperto il suo cuore, chi ha condiviso i luoghi e gli orizzonti dell’infanzia, i dolori della famiglia, le paure per il futuro e le difficoltà.

Francesca Fraintesa Barbieri RiminiUna di queste non c’è più, e nel ricordo di una vigilia passata insieme su questo divano resteranno sempre le parole, le emozioni, l’amore messo in quei biscotti e la nostra vicinanza, pur non potendoci abbracciare, una pietra calda e solida su cui ricostruire quando tutto crollerà.

È lei che mi ha donato il dolore della perdita, il dolore che trapassa e che si deve attraversare, il dolore che cura sé stesso come fa un animale ferito e sofferente. E questo dolore mi ha donato me stessa, la parte vuota del bicchiere che era sempre stato un bicchiere a metà, la fine di un’idea, le ombre di una persona carne, ossa ed emozioni (tutte quante, nessuna esclusa) e l’inizio di un’avventura piena: la vita vera.

Conserverò la gratificazione di un lavoro che amo, basato sull’ascolto e sulle relazioni, sulla fiducia con i colleghi e coi clienti, su quell’essere Individui che mai prescinde dal contesto, che se ce lo ricordiamo sempre allora ogni cosa è illuminata e tutto andrà come deve andare. E accadono le magie.

Questo anno mi ha donato nuove terre da scoprire: le luci e le ombre di una bellissima Sardegna, la sua apertura e i suoi confini stretti, il suo sole caldo e il suo buio, terra con cui ho fatto pace nelle parole di un concerto solo pochi giorni fa, in una gelida Milano e circondata di persone straordinarie; una Genova sempre più mia e sempre più Casa, che per la prima volta dopo anni ho condiviso con Qualcuno e che in ogni angolo di strada, in ogni singolo passo su di lei mi fa sentire viva, stravolta, innamorata; una casa, a Firenze, piena di piante e di amore, abbracci pronti ad accogliere e orecchie che sanno ascoltare, una luce calda e colazioni e cene di racconti intimi, un divano che come pochi letti al mondo sanno farmi sentire in pace.

E poi c’è Rimini, non-fissa dimora, con la sua bellezza sfacciata e splendente, voci e musiche di festa in ogni angolo e ogni giorno, i fiori freschi in Piazza Tre Martiri, il Ponte di Tiberio rosso di tramonto, un ombrellone sempre aperto per parole di conforto, risate, aperitivi e musica, momenti di solitudine.

È difficile chiedere qualcosa al futuro se il presente è tanto ricco.

All’anno che verrà chiedo di essere vera, per me e per gli altri, e il coraggio dell’ascolto, di me e degli altri.

Chiedo la forza di saper cambiare, l’amor proprio di rassicurare le paure, chiedo di saper essere sempre fedele a me stessa, e più di ogni altra cosa di sapermi perdonare.

Buona fine, buon inizio, buona vita.

EOSR8730 (1)




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