Il terremoto in Emilia. Un camper. Gli europei e la particella di Dio.
Questo è il primo ed unico guest post di Travelgum.
Volevo condividere questo racconto, che non ho scritto io ma un amico di Marco, che quindi è anche un po’ amico mio.
Dico “Grazie Luca, per avermi permesso di pubblicare qui la tua storia.
E poi finalmente conoscerò anche i tuoi bambini”.
E anche per avermi fatta commuovere, ma commuovere bene, che in fondo questa è una storia a lieto fine.
La mia prima mezza maratona
Per arrivare a Passirano sono più di trecento chilometri, circa tre ore e mezzo di macchina senza fermarsi.
Una piccola sosta in autogrill per fare pipì, che in preparazione della corsa e visto il caldo stiamo assumendo quantità spropositate di liquidi e sali minerali.
E per darsi il cambio, uno guida e l’altro mangia, carboidrati tre-quattro ore prima della partenza.
Ecco perché scrivo
A seguito delle varie polemiche tra blogger, travel blogger, influencer e compagnia bella, ho sentito l’esigenza di fare questa riflessione.
Non in risposta a quelle questioni – per carità di dio lasciatemene fuori, non sono intervenuta per scelta quindi non vedete in questo post quello che non c’è -, ma semplicemente perché tutto quello che ho letto mi ha portata a riflettere su una cosa:
Perché scrivo?

Introduzione al viaggio a San Settimio. Ovvero: storia di una rinascita
Ho tardato un po’ a scrivere di San Settimio, “centrifugata” dai mille eventi delle ultime settimane.
Un grande spavento che lascerà senz’altro il segno, forti emozioni, grandi sorprese e una profonda rinascita, come una primavera.
La corsa, per me [tratto da una conversazione con un amico]
…non è che se tu una domenica fai una corsa così, porti a casa un buon tempo, allora sei bravo. Anche se sei stato forte, con un ritmo invidiabile, la corsa non è questo!
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